Pasquale, Napoli, le Due Sicilie e l’orgoglio in Curva B

Conservo ancora, nella memoria dei messaggi sul mio telefonino, quello inviato a Pasquale D’Angelo, storico capo tifoso della Curva B in occasione della partita Napoli-Juventus. Era il 2011, anno del 150° italiano: “1861-2011: voi capitale dell’imbroglio, noi capitale dell’orgoglio”. Ho detto e scritto che quello striscione apparso a tutta curva in un mare di bandiere delle Due Sicilie era una delle cose che ricordavo con più fierezza e una delle cose di cui ero e sono più fiero è il rapporto di stima e di affetto con tanti ragazzi della Curva B e, in particolare, con Pasquale e da oltre 20 anni, insieme a Lino, a Gennaro o al grande Giorgio… Senza Pasquale quelle bandiere non sarebbero 
mai entrate in Curva. L’ho visto l’ultima volta per l’ultima notturna del Napoli: se n’è andato per sempre l’altra sera a Mosca dopo la vittoria della squadra azzurra. Da qualche anno abitavamo a pochi metri di distanza. Ogni tanto mi citofonava e mi invitava nella sua trasmissione a Teleakery: “Gennà, vieni a parlare un poco di Sud e di orgoglio”. Pasquale quell’orgoglio, con l’amore vero verso quei colori azzuri, se lo portava dentro e lo raccontava a tutti. Pasquale portava l’identità e le Due Sicilie sul suo stadio, sul nostro stadio. Se n’è andato come sarebbe piaciuto a lui. Ma troppo presto. E non ci sembra vero. 
Gennaro De Crescenzo