Emigrazione, rassegnazione ed elezioni

Qualche sera fa, in uno dei tanti programmi strappalacrime tanto di moda, una madre calabrese rivede finalmente, tutti insieme e dopo 40 anni, i suoi cinque figli provenienti dal resto dell’Italia e del mondo, da Forlì a Buenos Aires.

Commozione, abbracci e stacco pubblicitario. Come se nulla fosse. Come se fosse normale per una madre del Sud far partire e non vedere mai più un figlio. Come se fosse normale salutare i propri cari per andare a lavorare a centinaia di chilometri di distanza. Dal 1870, all’indomani dell’unificazione italiana, agli anni ’50, dal dopoguerra ad oggi. E nessuno che abbia trovato una soluzione. E nessuno che abbia la capacità di trovarla oggi, in tempi di “questioni settentrionali”. E hanno il coraggio di continuare a chiederci i voti…

di Gennaro De Crescenzo