IL DIBATTITO SU POMPEI E I SITI TURISTICI MERIDIONALI TRA PROTESTE, SMENTITE E REGIONALISMI. IL NOSTRO PARERE

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IL DIBATTITO SU POMPEI E I SITI TURISTICI MERIDIONALI TRA PROTESTE, SMENTITE E REGIONALISMI. IL NOSTRO PARERE.  “Coopculture si avvale di molti fornitori e consulenti campani e, da sempre, fa rete con molte altre piccole realtà del territorio. Alcune concessioni sono in regime di proroga legittima, perché le gare, incluse le ultime cui Coopculture ha partecipato, sono state annullate dalla stessa Amministrazione per difetti vari”. In queste parole della stessa Coopulture, forse, la spiegazione di quello che è successo, dopo che in tanti (per la verità non noi), avevano associato Coopculture ai recenti e meravigliosi ritrovamenti pompeiani lamentandosi della gestione “altra” rispetto al territorio (le biglietterie degli scavi di Pompei sono gestite da una società milanese/tedesca). Forse in tanti, però, dopo decenni di gestione di beni e risorse del Sud da parte del Nord e dopo milioni di giovani meridionali partiti (200.000 solo negli ultimi 10 anni e in gran parte laureati) stanno iniziando a pensare che magari si possa gestire “in autonomia” il proprio territorio senza aspettare che altri arrivino a chiamarci come “fornitori e consulenti”. Forse qualcuno inizia a sperare e a sognare che un imprenditore del Sud e non (pur nel rispetto di un curriculum straordinario) un manager del resto dell’Italia e del mondo: sia sognare che sperare, del resto, sono attività consentite. E del resto quel tipo di autonomia rientra proprio in quella autonomia richiesta dalle regioni del Nord (in testa il Veneto) in questi mesi, con il consenso di popolazioni locali e governi locali e nazionali. Prendiamo atto, allora, del fatto che Coopculture non gestisca la biglietteria di Pompei ma, dalla smentita di Coopculture, veniamo a sapere che di Pompei Coopculture gestisce le visite scolastiche, settore di grande importanza. E (di qui forse la confusione), come risulta dagli atti di Coopculture, gestisce, in quel settore, “oltre 250 siti in Italia” e di questi, in Campania, Castel Sant’Elmo, Certosa e Museo di San Martino, Madre, Museo d’Arte, Contemporanea Donnaregina, Museo Archeologico Nazionale, di Napoli, Museo Diego Aragona Pignatelli, Cortes, Museo Nazionale della Ceramica, Duca di Martina a Villa Floridiana, Museo Nazionale di Capodimonte, Palazzo Reale di Napoli, Anfiteatro Flavio e Serapeo, Antiquarium e Area Archeologica di Boscoreale, Castello di Baia – Museo Archeologico dei Campi Flegrei, Parco Archeologico di Baia, Scavi di Ercolano, Scavi di Oplontis, Scavi di Stabia, Sito Archeologico di Cuma. Sempre dalla smentita sappiamo che il tutto è (legalmente) gestito “in regime di proroga” da circa dieci anni sollevando frequenti polemiche (non solo dei social e di qualche testata locale ma anche di Repubblica e altri quotidiani nazionali). Resta il fatto che la sede legale è a Venezia Mestre, Corso del Popolo, 40; che è a Roma la sede della presidenza e a Napoli si trova solo un “ufficio territoriale”. Resta il fatto che, dal “Rapporto di sostenibilità 2018 di Coopculture”, risulta di 69 milioni circa il “valore generato”: 39 i milioni per il “personale”, 19 per i “fornitori”, circa 3 per i “committenti” (tot. 61 milioni). Resta il fatto chedalle parti del Sud iniziano a circolare dubbi e domande su risorse così importanti e sarà ancora più interessante approfondire questi temi (e di questo ringraziamo Coopculture, i social e alcune testate locali per questo dibattito) sia in vista della necessaria e urgente ri-progettazione del settore (i “regimi di proroga” non possono essere prorogati in eterno) che del nuovo assetto della nostra Italia con quel regionalismo differenziato richiesto proprio dal Nord (Veneto in testa). Il Movimento per il Nuovo Sud seguirà sempre questi dibattiti facendo sentire la sua voce e quella del Sud con i suoi esperti e i suoi tecnici.

Napoli, 31 dicembre 2020 - Movimento per il Nuovo Sud – Commissione Istruzione, Beni Culturali e Turismo