Chi difende veramente il Sud?

Che il Movimento per l’Autonomia di Lombardo si stesse dirigendo verso il solito e tradizionale calderone politico-elettorale lo avevamo già intuito. Infatti, sono bastati i primi nomi e i primi eletti che aggiunti ad una campagna acquisti, tipica del calcio mercato, con i primi svincolati, quelli senza contratti o quelli sfrattati da altri illustri movimenti, pronti ad essere arruolati. Contemporanei garibaldini pronti a salire su qualunque carro pur di non farsela a piedi e il gioco è fatto. Rien va plus, le jeux sont faits.Dopo il danno la beffa! Lo ripeteremo fino alla noia: il Sud si risolleverà solo quando avrà “nuove” classi politiche e dirigenti, più fiere e più radicate e non, nuove aggregazioni ma sempre con gli stessi “uomini”. Ma con questi chiari di luna tutto questo quando avverrà? Tra un millennio? Quando dei popoli meridionali non resterà più niente? Che tristezza illudersi che qualcosa potesse cambiare.Non se la prenda nessuno, non è nemmeno colpa loro! Il nostro non è un disappunto soggettivo ma la triste e certa sicurezza che almeno per i prossimi anni, qualcosa di nuovo non arriverà. Tutti pronti a sostenere come si fa con i bambini che la pillola poi non è tanto amara. Una medicina preparata da Calderoli e pubblicizzata e sponsorizzata dai nostri vecchi politicanti: ma che può essere? Sembra uno scherzo: il nostro “nemico”, anche se bisogna dire che la lega è il minor male, visti i politici meridionali, ci sta insegnando come fare per abituarsi alla morte, ci stanno iniziando ad una sorta di eutanasia assistita. Grazie per l’affetto e la carità cristiana. Nel bene e nel male, quando avremo la nostra Moratti? La nostra Gelmini? Il nostro Formigoni? Si può non condividere tutto l’operato, ma hanno le idee chiare, sono coraggiosi, applicano una politica moderna e spesso impopolare ma stanno “rivoluzionando” o almeno ci stanno provando, la burocrazia “piemontese” cha da quasi 150 anni affligge il nostro Paese. Grandi manager che pur rispettando le logiche e gli interessi di partito, lasciano un segno. Ma a parte le macerie: chi si ricorderà più di Bassolino, della Jervolino e di tutti quelli che dovevano fare una opposizione “costruttiva”? Che tristezza: non mi viene neanche un nome.

di Salvatore Lanza