3 NOMINE IN 10 GIORNI, IL FALLIMENTO DELLO STATO ITALIANO IN CALABRIA E NEL RESTO DEL SUD

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Quando in Calabria in 10 giorni saltano 3 nomine per la carica più importante di una regione (come quella del commissario alla sanità), in un momento storico veramente tragico e particolare come quello che stiamo attraversando, vuol dire che siamo di fronte ad un caso ufficiale di fallimento e menefreghismo di una classe dirigente inesperta ed irresponsabile che deve cominciare a contare i giorni di permanenza in un governo.
Una nomina di tale portata che “gioca” con la pelle delle persone non si fa in un secondo, non si da al primo che passa, a chi ti sta più “simpatico”; bisogna sapere tutto di quella persona, di quella squadra, progetti, previsioni, tutto.
Se invece una classe dirigente continua a cadere in quegli stessi errori, a scegliere personaggi inesperti, senza prospettive a lungo termine sulla risoluzione dei problemi di quel territorio, allora vuol dire che della Calabria (in questo caso), ma di tutto il Sud in generale, non frega niente a nessuno. Se hai deciso che devi fare solo una nomina per colmare quel vuoto e ti senti a posto con la coscienza hai decretato il tuo fallimento come dirigente, presidente (di centro-sinistra), politico e persona umana, oltre che magari di meridionale.
Poi si viene a sapere che Tallini il presidente del consiglio regionale calabrese è ai domiciliari, e con lui sono stati arrestati altri 19 personaggi (“passando quindi dall’inesperienza del centro-sinistra del governo alla malafede del centro-destra regionale“) tutto torna. Ed in queste ore abbiamo anche persone del governo nazionale che giudicano i calabresi per aver “votato” in modo sbagliato…
Il completo fallimento della classe politica italiana e poi ci meravigliamo se gli stranieri si stanno comprando ogni metro quadro di questa pseudo-nazione nata dallo sfruttamento del Sud dal 1861!

Ma in fondo cos’è la politica? La politica è formazione della classe dirigente figlia di quelle radici, di quell’orgoglio che deve essere quasi innato in un politico, figlia di una storia di popoli millenari che hanno saputo farsi strada nei secoli;
la politica dell’orgoglio vuol dire selezionare una classe dirigente valida che morirebbe per la terra che sta gestendo e tutelando, vuole dire quindi mettere gli uomini giusti al posto giusto!
Questa Italia così com’è ha le ore contate. Nel periodo storico della formazione delle super-potenze mondiali, l’Italia non è riuscita a trovare mai, in 160 anni una sua unità, così anche per l’Europa e sarà sempre più difficile ed indolore riuscire a creare una vera nazione ed una vera potenza mondiale come quella europea se non c’è storia, unità e radici forti.
La preoccupazione ancora più grande è che questi personaggi che oggi sono lì al potere non sanno neanche cosa sia la formazione di una classe dirigente (forse non ne hanno avuto il tempo o la voglia), “se non hai altro da fare vieni a fare politica” (questo è il messaggio che ancora oggi passa anche ai nostri giovani). Questa è una follia, una nomina va meditata, non ci penso mezza volta, ma 10 mila volte.

La cosa ancora più assurda è che si pensa che in una situazione così grave come l’epidemia in corso da coronavirus, quella stessa classe dirigente può sostituire un dirigente interno con un altro esterno, senza pensare di prendere qualcuno che già si trova all’interno di quel sistema e che conosce perfettamente l’ambiente per cui lavora; è chiaro che facendo entrare un esterno questo dovrà cominciare tutto da capo e non risultando all’altezza e pronto in questi tempi di “guerra” è ovvio che, non si sentirà all’altezza e darà le sue dimissioni. Ci vuole coraggio a metterlo in corsa a governare la sanità di una regione pure complicata ed abbandonata a se stessa.
Un senso di abbandono totale che da fastidio alla gente in un’Italia che ha abbandonato il Sud 160 anni fa dopo averlo derubato ed umiliato.
L’ansia intanto monta tra la gente, la delusione, la rabbia sociale rischia di esplodere non solo per il covid ma perchè non c’è dall’altra parte una classe politica esperta e cosciente.
L’abbandono totale, questa è l’Italia degli ultimi 160 anni, questa è l’Italia di oggi, sperando che non sia l’Italia di domani con un parlamento inesistente, delle regioni per loro inesistenti buone solo per vantarsi all’estero per il cibo ed i paesaggi.
RISPETTO PER LA CALABRIA E PER L’INTERO SUD

VIVA LA CALABRIA, VIVA L’EX TERRITORIO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Emilio Caserta