11 FEBBRAIO: TUTTI A GAETA! MONUMENTO E RADUNO PER LA MEMORIA DELLE DUE SICILIE

TUTTI A GAETA! 11 FEBBRAIO 2017: Monumento per la Memoria dei Popoli delle Due Sicilie e dei Inti della Storia.  RADUNO IDENTITARIO (APERTO A TUTTI). “UN MATTONE E UN FIORE”. Programma e sottoscrizione. APPUNTAMENTO SABATO 11 FEBBRAIO ORE 14


 PRESSO LA SPIAGGIA DI SERAPO (GAETA). POSA DELLA PRIMA PIETRA DEL MONUMENTO CON PINO APRILE E CON TUTTI QUELLI CHE AMANO LA VERITA’ STORICA
Il comitato organizzatore non dispone o disporrà di finanziamenti o sponsorizzazioni. Raccolta-contributi (i primi 30 collocheranno il “Mattone della Memoria” nel “Giardino della Memoria” di Gaeta) POSTEPAY intestata a Pulcrano Stefania  N.    4023 6009 2394 6745. Causale “Monumento Due Sicilie”. Per il comitato organizzatore: Antonella D’Addazio, Chiara Foti, Antonio Pulcrano, Antonietta Terlizzi. Info e contatti  memoriaduesicilie@libero.it

10, 11 e 12 FEBBRAIO 2017: TUTTI A GAETA!
PROGRAMMA COMPLETO NEI PROSSIMI GIORNI

PROGRAMMA PROVVISORIO
VENERDI’ 10 FEBBRAIO, dalle ore 17.30, raduno dei gruppi e dei movimenti, presentazione delle attività (video, foto, relazioni e progetti comuni e individuali).
SABATO 11 FEBBRAIODALLE ORE 9.30, visite guidate e teatralizzate presso la Gaeta borbonica e la Gaeta medioevale (incontro presso il Sacrario dei Caduti delle Due Sicilie presso il Duomo di Gaeta). DALLE ORE 14, “pellegrinaggio” e prima pietra del Monumento per la Memoria dei Popoli delle Due Sicilie (partenza dalla spiaggia di Serapo verso i Giardine della Fortezza di Gaeta)DALLE ORE 17.30, convegno sul tema “Dalla Memoria all’Identità”. A seguire intervento musicale “A SUD” a cura di Povia
DOMENICA 12 FEBBRAIO, ore 10.30, Santa Messa presso il Santuario dell’Annunziata alla     Montagna Spaccata. DALLE ORE 12, alzabandiera presso la Fortezza di Gaeta

UN MATTONE E UN FIORE…

UN MONUMENTO PER LA MEMORIA DEI POPOLI DELLE DUE SICILIE 
E DEI VINTI DELLA STORIA

“La memoria mondata dalle incrostazioni della ‘storia costruita’ deve avere le sue pagine, i suoi altari, i giorni del dolore: non basta ammetterla, bisogna narrarla, insegnarla, esporla. La memoria ha bisogno di segnacoli e ricorrenze, per questo ci sono le croci e le lapidi nei cimiteri e il 2 novembre nel calendario. Il genocidio dei meridionali, l’aggressione che subirono e la loro dequalificazione umana (minorizzati nei diritti e nella dignità dallo Stato che si finge unitario) devono diventare insegnamento scolastico, monumenti alle vittime, nomi delle strade e delle piazze, un giorno nel calendario, per migliorare la qualità dell’incontro fra cittadini di uno stesso Paese. Se l’Italia non farà il sacrario per le vittime dell’Unità, qualcun altro lo farà; magari, un giorno, a Gaeta, a Pontelandolfo, a Casalduni, ad Auletta, a Bronte, a Scurcola, a Castellammare del Golfo o in un altro dei luoghi del nostro martirio, arriveranno migliaia di terroni, ognuno con una pietra e un fiore; e faremo da soli, se non si volesse far insieme. E su ogni mattone, il nome di un paese distrutto, o di Concetta Biondi, di Angelina Romano, di Ninco Nanco, di Nicolò Lombardo, di Pasquale Domenico Romano, di Michelina De Cesare, di Matteo Negri, di un soldato con la tbc deportato e fatto morire a Fenestrelle”… (Pino Aprile, Carnefici, 2016, pp. 459-464).

Da queste parole che chiudono il nuovo libro di Pino Aprile l’idea, con Pino, di un progetto concreto. Dove se non a Gaeta, città sacra alla Memoria Storica? Quando se non nei giorni che ricordano l’ultimo eroico assedio con l’ultimo re delle Due Sicilie? Insieme a chi se non con i discendenti di chi, nei propri paesi, nelle proprie famiglie, quella memoria se l’è vista cancellata o negata per tutti questi anni? Con chi se non con tutti coloro che, dal Sud come dal Nord, a prescindere da sigle o appartenenze, hanno ritrovato e stanno ritrovando quella memoria? Uniti (finalmente) per ripartire… E ripartiamo da quella memoria e da un Monumento che, insieme (un mattone e un fiore), allestiremo.
 
CI VEDIAMO A GAETA, SABATO 11 FEBBRAIO 2017

DETTAGLI E AGGIORNAMENTI NELLE PROSSIME ORE.