“Ottobre nero” per le banche americane

Sempre più profonda la crisi in cui è precipitato il sistema bancario americano. Labanca di investimenti Lehman Brothers, nata 158 anni fa, ha infatti dichiarato fallimento, dopo che Barclays e Bank of America hanno interrotto i negoziati per l’eventuale acquisizione.Lehman era sopravvissuta alla Grande Depressione del 1929 e al collasso del Longterm Capital Management di dieci anni fa, ma non è stata in grado di superare la crisi dei mutui. Il titolo Lehman ha ora già perso il 94% del suo valore, e la banca risulta avere sulle spalle più di 613 miliardi di debiti. Tra i principali creditori non garantiti figurano Citigroup, Bank of New York Mellon, Aozora Bank e Mizuho Financial Group. Appena poche settimane fa il governo era intervenuto per salvare Fannie Mae e Freddie Mac. Questa volta, però, nonostante l’aiuto offerto nelle trattative e nel superare le difficoltà, le autorità hanno rifiutato di utilizzare denaro pubblico per proteggere l’ennesima banca in crisi.Lo scossone causato dal crollo di questo colosso della finanza statunitense si è rivelato enorme. Le borse asiatiche hanno subito per prime pesanti perdite: Taiwan 4,09%; Singapore 3,09%; KualaLumpurl,72%;Giakarta 1,56%; Bangkok 1,36%. La borsa di Bombay è arrivata a toccare 5,49%. Gravi ripercussioni si sono avute anche in Europa, dove i titoli più colpiti sono, ovviamente, quelli del settore finanziario, con Ubs in calo del 7,2%, Barclays dell’8,70%, Royal Bank of Scotland del 7,12%, Credit Agricole del 9,12%, Société Generale dell’8,71%, Deutsche Bank del 5,5 per cento. Il polso della situazione è dato anche dagli indici dei titoli guida delle principali borse europee: Londra 2,72%; Parigi 3,43%; Francoforte 2,90%; Madrid2,82%; Milano 3,06%; Amsterdam 2,94%; Stoccolma 2,91%; Zurigo2,28%.

di Lorenzo Terzi